L’Archivio di Stato di Firenze, un anno dopo: la “liberalizzazione” dimenticata

Esattamente un anno fa, il 6 giugno 2014, l’Archivio di Stato di Firenze rendeva libere e gratuite le riproduzioni con mezzo proprio in ossequio al Decreto “Art Bonus” appena entrato in vigore, annunciato da un avviso affisso in archivio (foto in basso). Appena un mese dopo, a seguito dell’approvazione dell’emendamento che escludeva i beni bibliografici, l’Archivio fu costretto a rinunciare alla liberalizzazione, che oggi viene invece ricordata dalla stessa responsabile della sala studio, la dott.ssa Francesca Klein, come una misura importante non solo per la ricerca ma anche per la conservazione del patrimonio documentario. Si riportano in basso le parole della dottoressa:

asf

Sperando di recare ulteriore materia di riflessione sul problema della fotoriproduzione segnalo che negli Archivi nazionali in Francia e del  Regno unito è consentito eseguire direttamente riproduzioni  in sala di studio, senza corrispettivo, purché non a contatto e senza flash.

Questo sistema è stato introdotto anche nell’Archivio di Stato di Firenze dal giugno 2014 in applicazione del decreto 83/2014, fino a quando non è stato disposto diversamente, al momento della sua conversione in legge il 29 luglio 2014 . Abbiamo potuto riscontrare che  la fotoriproduzione diretta da parte dell’utente non disturba i lavori degli altri studiosi e non danneggia i pezzi, che anzi sono sottoposti a minori movimentazioni (sala di studio- depositi – laboratorio di fotoriproduzione- depositi)

Rimane tuttavia il problema, non di poco conto,  delle fotoriproduzioni “professionali”: per pubblicazione o per utenti  remoti che non hanno la possibilità di accedere alla Sala di studio. Per questo, ad esempio a Parigi, è in funzione  il servizio di fotoriproduzione di Istituto, anche se   si parla di “plusieurs mois” di attesa e per le tariffe applicate cfr.: http://www.archives-nationales.culture.gouv.fr/documents/10157/11409/2013_12_tarifs_reproduction_document.pdf/7f853b31-f601-4d6a-a673-0ba85d2bf115 . Questa soluzione comporta che i laboratori interni agli istituti debbono essere  dotati di adeguato personale, non di  un solo operatore tecnico e per di più a part time, come a Firenze (3 giorni la settimana di presenza,  incaricato di occuparsi oltre che delle fotoriproduzioni di sicurezza per l’Istituto, anche di aggiornare il sito web, delle apparecchiature informatiche etc. etc…). Altrimenti le riproduzioni di tipo “professionale” dovranno essere eseguite da fotografi privati, previo pagamento dei  diritti di riproduzione stabiliti (o da ridefinire)

Francesca Klein, Archivista di Stato (Archivio di Stato di Firenze) –  contributo comparso il 23/3/2015 sulla lista di discussione “Archivi 23″

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